Il suono della Parola
L’Ascension di Olivier Messiaen

Le composizioni dedicate all’Ascensione non sono molto frequenti nella storia della musica, forse anche perché le parole che i Vangeli dedicano a questo evento glorioso sono scarne e non si prestano molto a costituire la base per opere vocali. Probabilmente per questo motivo il grande musicista francese Olivier Messiaen (1908 – 1992), che negli anni trenta dello scorso secolo ha affrontato questo grande tema con L’Ascension, quatre méditations
symphoniques, ha rinunciato del tutto all’idea di utilizzare la parola e ha realizzato un lavoro interamente orchestrale. Si tratta di una composizione che, con un linguaggio ricco di riferimenti simbolici, intende illustrare i contenuti teologici della solennità dell'Ascensione attraverso ritmi particolari e sonorità ricercate. Il lavoro è in quattro movimenti, definiti dall’autore stesso “meditazioni sinfoniche”, che informano il loro contenuto ad altrettanti versetti di testi sacri.
Il primo movimento porta il titolo Majesté du Christ demandant sa gloire à son père, titolo che viene chiarito dalla citazione biblica riportata in partitura, tratta dalla Preghiera Sacerdotale del Vangelo di Giovanni: Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi Te (Gv 17, 1). Il movimento è affidato alla sola sezione dei fiati con un’insistenza particolare nell’uso dei corni e delle trombe, quasi un riferimento biblico a questi strumenti utilizzati nei momenti più esaltanti della storia del popolo ebraico. Il movimento procede per brevi melodie, quasi piccoli corali, ripetute più volte. Piuttosto
che usare l’eloquenza tipica per celebrare i grandi eventi, Messiaen sembra voler
meditare nel raccoglimento più completo.
Il secondo movimento ha come titolo Alleluias sereins d’une âme qui désire le ciel e qui la citazione riportata è tratta dall’orazione “colletta” del giorno dell’Ascensione: Noi ti supplichiamo, o Dio, fa che abitiamo nei cieli in spirito. Il movimento inizia come il precedente, ma poi si illumina con melodie che ricordano vagamente gli alleluia gregoriani,
a simboleggiare gli Alleluias sereins dell’anima che desidera il cielo, mentre finalmente anche gli archi si uniscono agli strumenti a fiato creando iridescenti effetti coloristici.
Il terzo movimento porta il titolo Alleluia sur la trombette, alleluia sur la cymbale e la citazione biblica proviene dal Salmo 47 Il Signore è salito al suono di tromba … Popoli
tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia. È un movimento festoso, il più vivace
dei quattro, quasi un’ebbrezza che in qualche modo sembra anticipare quella che nella
Pentecoste viene definita dai Padri della Chiesa “sobria ebbrezza dello Spirito.
Infine il quarto movimento dal titolo Prière du Christ montant vers son père che, come sempre, viene spiegato in epigrafe: Padre, … ho manifestato il tuo nome agli uomini, … Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te (Dalla Preghiera Sacerdotale, Gv 17, 1, 6, 11). Dopo l’ebbrezza del terzo movimento, si ricrea un clima
più assorto e contemplativo. Qui i momenti di pathos vengono raggiunti non creando tensione, ma con la ripetizione continua di incisi melodici di breve durata. Affidando questo movimento ai soli archi, così come nel primo si era affidato ai soli fiati, Messiaen conclude queste sue meditazioni sul mistero dell’Ascensione con una lenta e solenne ascesa verso
una luce estatica, dove ogni idea di ritmo sembra svanire.
Messiaen ha scritto una versione dell’Ascension per orchestra e poi successivamente un’altra per organo che differiscono essenzialmente per il terzo movimento che, nella versione organistica, porta il titolo Transports de joie d’une âme devant la gloire du
Christ qui est la sienne.
Cercando Messiaen e Ascension su Youtube o su Spotify si possono trovare facilmente entrambe le versioni.
Renzo Poser


