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La nuova Lettera pastorale: «Finché Cristo sia formato in voi»

4 set
Tempo di lettura: 5 min

di Fabrizio Favre

 


«Finché Cristo sia formato in voi», questo il titolo della Lettera del Vescovo e degli Orientamenti pastorali per l’anno 2026/2027 della Diocesi di Aosta (testo integrale nelle pagine centrali del Corriere della Valle in edicola da oggi). Il documento è stato presentato questa mattina, alle 11, ai giornalisti da mons. Franco Lovignana, in una conferenza stampa presso il Salone vescovile. Si tratta di un documento strutturato in tre parti. Prima di tutto la Lettera a firma di mons. Lovignana, e poi due appendici: le linee guida, che con la lettera costituiscono, in via sperimentale, “un Progetto di formazione alla vita cristiana”- , e, infine, la restituzione da parte del Vescovo delle visite fatte alle Unità parrocchiali. Mons. Lovignana parte da Gesù risorto che affida un mandato preciso agli Apostoli: Andate... e fate discepoli tutti i popoli. «Il comando di Gesù – scrive il Vescovo - oltrepassa i confini dello spazio e del tempo e investe pastori e fedeli di sempre. I destinatari del mandato, qui e adesso, siamo noi, Chiesa di Aosta, vescovo, sacerdoti, diaconi, consacrati, famiglie e laici tutti. A noi viene ripetuto: Andate! Siamo mandati a tutti i popoli, a tutte le persone che vivono sulla faccia della terra a cominciare da quanti condividono con noi lo spazio amato e benedetto del territorio che abitiamo, il nostro paese, la nostra città». Quello dei discepoli deve essere un cammino concreto. «Il Signore mette nelle mani degli Undici due percorsi per far nascere e crescere discepoli. Essi vanno di pari passo: Battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». «In questo anno pastorale, - scrive mons. Lovignana - il mandato di Gesù prende per noi la forma di una consegna fatta a ogni Unità parrocchiale: elaborare e cominciare a mettere in atto, in via sperimentale, un Progetto di formazione alla vita cristiana. Assieme alla Lettera pastorale vengono pubblicate le Linee guida che contestualmente approvo e dispongo come riferimento normativo per tutta la Diocesi».

La lettera offre delle indicazioni di massima che poi le Linee guida dettagliano meglio. Ma perché un progetto di formazione alla vita cristiana? «Innanzitutto vogliamo superare la prassi secondo la quale l’Iniziazione alla vita cristiana viene delegata in toto al Parroco e ai Catechisti, per cercare di coinvolgere invece la comunità, saldando insieme annuncio, celebrazione e attività caritativa-sociale. Sarà un processo lungo, ma dobbiamo iniziarlo. Così tutti siamo chiamati in causa per capire che la formazione alla vita cristiana non riguarda solo bambini e ragazzi, ma anche i giovani e gli adulti perché è una maturazione che dura tutta la vita, dal momento che per tutta la vita lavoriamo, guidati dallo Spirito Santo, per prendere la forma di Cristo». L’invito del Vescovo è chiaro, impegnativo: «uscire dalla logica del ripetere quanto si è sempre fatto come se le persone, la comunità, le famiglie e il mondo fossero sempre gli stessi, oggi come cinquant’anni fa. Sappiamo che non è così». Di qui un progetto che fissa per iscritto i punti di riferimento affinché possano essere conosciuti da tutti i protagonisti della vita comunitaria e essere verificabili ed emendabili. Un progetto aperto, affidato al Consiglio pastorale di Unità parrocchiale aperto ai Catechisti e agli altri Operatori pastorali legati alla Liturgia e alla Carità, che deve di anno in anno perfezionarsi a partire dall’esperienza. In particolare esso prevede il ripensamento dei primi anni dell’iniziazione, dal Battesimo alla Confermazione, così come indicato dalle Linee guida. «Assumono – prosegue mons. Lovignana - però grande importanza anche i percorsi formativi sui fondamenti della fede, rivolti a tutti i membri della comunità, a cominciare dalle famiglie. Essi adottino lo stile mistagogico, coniugando conoscenza ed esperienza, dottrina, spiritualità e prassi, per permettere un approccio esistenziale sempre più profondo al mistero cristiano». Il Vescovo suggerisce anche alcuni possibili passi per favorire l’elaborazione del progetto. Fotografare la situazione dell’attuale proposta di Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi e di formazione degli adulti; seguendo gli orientamenti delle Linee guida, darsi alcuni obiettivi, non solo a lunga scadenza, ma anche intermedi; analizzare le risorse sulle quali si può contare e quelle che potrebbero essere messe in campo attraverso un’adeguata preparazione, con l’eventuale aiuto offerto dalla Diocesi; coniugando obiettivi e risorse, definire un primo percorso spe­rimentale che abbia la caratteristica di essere chiaro e fattibile; pianificare le attività tenendo conto del calendario liturgico; e prevedere fin dall’inizio momenti di verifica e di discernimento sul percorso. Un percorso che non può fare a meno del supporto degli Uffici diocesani. E per questo il Vescovo chiede agli Uffici nella lettera di «lavorare congiuntamente durante questo anno pastorale per preparare proposte e aiuti da offrire nel prossimo anno quando inizierà la fase attuativa dei Progetti di formazione alla vita cristiana». Agli Uffici di Formazione alla vita cristiana, Pastorale della famiglia e della terza età, Pastorale giovanile e vocazionale e al Servizio tutela minori chiede di preparare percorsi di formazione dei Catechisti per accompagnare il passaggio dal modello scolastico a quello del cammino di fede, valorizzando il dialogo e il coinvolgimento delle famiglie e degli Oratori. «Gli Oratori possono diventare sempre più ‘luoghi’ nei quali fare esperienza dell’incontro con Gesù, avvicinandosi al Vangelo, alla preghiera e ai Sacramenti. A partire dalla bellezza dello stare insieme e di fare cose insieme si può sperimentare la comunione ecclesiale». All’Équipe del Servizio diocesano della pastorale battesimale e alla Pastorale della famiglia e della terza età il Vescovo chiede di lavorare insieme per rilanciare l’impegno delle comunità nell’accompagnamento delle famiglie e dei loro figli dai zero ai sei anni. Agli Uffici Formazione alla vita cristiana, Liturgia e Caritas chiede, invece, di pensare percorsi di iniziazione alla preghiera, alla Lectio, alla Liturgia, ai Sacramenti e alla Carità per tutte le età, da proporre a livello di Unità parrocchiale o di più Unità congiuntamente. «Poiché il tempo di preparazione al Matrimonio può essere occasione favorevole di ripresa del cammino di fede, - scrive mons. Lovignana - chiedo all’Ufficio di Pastorale della famiglia di incominciare in questo anno la revisione del Percorso dedicato ai futuri sposi». Un percorso ovviamente che si inserisce attivamente nel cammino di attuazione del Cammino sinodale.

Il Vescovo conclude la Lettera con un bilancio della visita pastorale fatta ai Consigli di Unità parrocchiale (affrontata con più respiro nella seconda appendice che si propone come una restitution in cui tutte le realtà incontrate possono ritrovare valorizzato il loro lavoro) e scrive: «mi pare di poter dire che il cammino avviato con la riorganizzazione territoriale della Diocesi comincia a dare frutti, il cento, il sessanta, il trenta per uno (Mt 12, 23). Ho pensato di offrire un rimando a quanto vissuto nei vari incontri per rendere grazie a Dio, che non fa mancare la sua presenza e la sua guida alla Chiesa, per condividere luci e ombre registrate e per incoraggiare tutti a continuare il cammino sotto lo sguardo provvidente del Padre». «Lo sguardo di Dio – si legge nell’ultimo paragrafo della Lettera - apre mente e cuore alla Chiesa universale e al mondo intero. Per questo chiedo a tutti di intensificare la preghiera per le vocazioni al Matrimonio nel Signore, alla Vita consacrata e al Ministero ordinato. Abbiamo tanto bisogno di Sacerdoti che accompagnino le nostre comunità. Bussiamo con insistenza alla porta del Signore, memori delle sue parole: Chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto (Mt 7, 8). Intensifichiamo anche la preghiera per la pace, accompagnandola con opere di pace in famiglia, in comunità e nella società».

 

 

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