8x1000: Oratorio San Filippo Neri: uno spazio“accessibile, sostenibile, accogliente e sicuro”

60 “Famiglie in Oratorio”, 80 ragazzi nei gruppi post-Cresima, 200 volontari ogni anno, 260 ragazzi frequentanti il catechismo, 325 iscritti all’Estate Ragazzi e 700 iscritti all’Oratorio. Sono questi i numeri che rendono speciale e importante l’Oratorio San Filippo Neri (e come lui tanti altri oratori presenti nella nostra Diocesi) dell’Unità parrocchiale Cattedrale-Santo Stefano. Una realtà che ha da poco compiuto 20 anni, ma che si trova all’interno di un edificio che ne ha 60 e di qui la necessità di una ristrutturazione per rendere l’Oratorio uno spazio “accessibile, sostenibile, accogliente e sicuro”. Un intervento che senza l’8 per mille non sarebbe stato possibile.

Lunedì 27 ottobre 2025 è iniziato il primo lotto (di 5) dei lavori per la ristrutturazione dell’Oratorio San Filippo Neri. Questa prima fase prevedeva l’intervento sulla cappella, sul
salone (sala giochi) e sui bagni realizzati sullo stesso piano del salone. L’impegno di spesa complessivo è di € 500.000,00 e di questi 220.000,00 euro arriveranno dall’8x1000 (200.000,00 euro è la cifra già raccolta e il restante sarà coperto tra raccolte e offerte di privati). E proprio in questi giorni è stata raggiunta una prima importante tappa nei lavori che saranno quinquennali.
Giovedì 11 giugno con una celebrazione presieduta dal Vescovo di Aosta, mons. Franco Lovignana, presenti tutte le maestranze che hanno realizzato i lavori del primo lotto, la Cappella rinnovata è stata benedetta. L’edificio sacro è stato restaurato anche grazie al contributo significativo di Alessandra Chenal e Bea Gambini in memoria del loro marito e papà Enrico Gambini. Nell’omelia il Vescovo rivolgendosi all’assemblea ha sottolineato
come si stesse vivendo un momento di grande intensità: «portiamo all’altare - ha detto - il

grazie per la conclusione del primo lotto di restauro dell’Oratorio. Il grazie rivolto a Dio contiene la gratitudine verso tutti coloro che, a diverso titolo, hanno lavorato in quest’opera,
ma anche verso tutti coloro che danno, hanno dato e daranno vita a questo luogo. L’edificio
più bello, se non è vissuto, dice vuoto e tristezza; se viene animato - cioè se gli si dà un’anima - allora genera vita. Questo fanno tutti gli operatori dell’Oratorio: danno un’anima, generano vita. Per questo sono chiamati animatori. Quest’anima ha una sorgente, Gesù. La Cappella dell’Oratorio è il luogo in cui abbeverarsi alla sorgente nella preghiera, nella celebrazione, nell’ascolto della Parola, nell’incontro personale con Gesù presente nel tabernacolo. La sua Parola e la sua presenza ci trasformano in Chiesa viva, cioè uomini e donne che vivono e raccontano l’amore di Dio per l’umanità».




