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I 7 Sacramenti - Il Battesimo

19 lug
Tempo di lettura: 5 min

Secondo incontro del ciclo di conferenze tenuto da padre Alberto Vaccaneo O.F.M. Cap ad Ayas



Il primo sacramento che affrontiamo è il Battesimo, che etimologicamente deriva dal greco Baptisma ovvero immersione. Questo sacramento indica quindi un’immersione in qualcosa di nuovo che ci cambia, questo qualcosa è la relazione totale e profonda con Dio.

A livello Biblico già nell’Antico Testamento troviamo momenti con vari riti “pseudo battesimali” di abluzione come ad esempio per i proseliti o in alcune sette, ma sempre da ripetersi più volte. Nel Nuovo Testamento invece, tramite l’opera di san Giovanni Battista, il Battesimo assume il significato immersivo e viene riletto in chiave profetica e non più rituale, con una specifica intonazione etica. Si perde quindi il senso di rito ripetuto ma si acquista il richiamo ad un cambiamento vero e profondo nella vita etica e morale in chiave profetica del battezzato. Giovanni invita direttamente a questa conversione tramite la predicazione sferzante “rendete dritta la via del Signore” Gv 1,23 e il richiamo alla fine del mondo “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” Mt 3,2.

Nella definizione più classica il Santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito, e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione: «Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la parola». (CCC 1213).

San Giovanni Battista ci richiama alla conversione, ovvero tramite la simbolica immersione a cambiare i nostri desideri o almeno desiderare di cambiarli. Egli stesso viveva nel ritorno all’origine, lasciando pieno corso all’agire di Dio: viveva infatti in solitudine nel deserto per sentire al meglio la parola di Dio. Possiamo riassumere la sua predicazione in immersione purificatrice e desiderio vero di Dio. Era anche un segno di coraggio nell’affrontare l’elemento infido per eccellenza; l’acqua infatti rappresentava anche il caos primordiale e con esso il disordine nel campo dei desideri. Conversione significa infatti non solo desiderare una generica purificazione, ma riconoscere il proprio disorientamento ed essere pronti a riceverne uno nuovo. Si può dire metaforicamente che Giovanni aiutasse dei morti a desiderare la vita.

La predicazione di Gesù è in continuità con quella di San Giovanni, il Battesimo di Cristo significa rinascita vera nella vita nuova di Figli di Dio. Gesù viene al Giordano e vi si immerge accettando il disordine degli uomini come via per entrare totalmente nell’amore del Padre: è Lui infatti ad attendere il Figlio lì per chiedergli di compiere l’opera iniziata secoli prima: riportare l’uomo nel suo amore. Il battesimo di Gesù al Giordano non è una formalità, bensì, da parte di Gesù un solenne atto di accettazione della propria missione; Gesù accetta di coinvolgersi in quell’acqua che è desiderio disordinato, ma anche effettiva invocazione di aiuto: questa sarà tutta la sua opera di incontro, istruzione, guarigione, fino al dono totale. Al Giordano il “battesimo”, l’immersione nell’amore del Padre che ama totalmente gli uomini ha il suo inizio e si compirà sulla croce: là l’immersione è totale.

Per noi oggi il Battesimo è invece dono di comunione con la vita eterna (vera e piena); non è mai quindi un rito isolato, ma sempre accompagnato dall’annuncio della Parola, dalla professione di fede, imposizione delle mani e manifestazione di carismi. La Chiesa ha scelto lo stesso gesto del Battista non per rievocare una generica purificazione, ma per perpetuare l’immersione di Gesù: il suo totale coinvolgimento nella vita e morte degli uomini e nel progetto del Padre diventa un varco perché l’amore diventi realtà per qualsiasi donna e uomo di ogni tempo. La conformazione al Cristo avviene a questo livello di coinvolgimento, tramite la fede nella sua morte e risurrezione, e tramite il progetto dell’amore del Padre. Si tratta di un coinvolgimento comunitario, di popolo di salvati o di uomini e donne che attendono la salvezza; in questa prospettiva si inquadra sia l’inclusione ecclesiale, sia l’impulso missionario della Chiesa.

Il Battesimo quindi coinvolge tutto il Popolo di Dio, poiché ha anche una dimensione orizzontale, ovvero inserisce il candidato nella comunità ecclesiale non solo come effetto del rito, ma realmente come aggregazione e incorporazione a partire dall’azione liturgica.

Il Battesimo imprime come effetto anche il Carattere, che è un sigillo della profonda appartenenza a Dio e alla Chiesa. Il Carattere è una realtà intermedia tra l’effetto ultimo e invisibile e il segno sacramentale reale; i teologi oggi identificano tale elemento non in una realtà interiore imponderabile, ma nel concreto legame con la Chiesa, comunità dove il nuovo membro è aiutato e sostenuto nel cammino. Il Battesimo è, infatti, il sacramento che incorpora gli uomini alla Chiesa, li edifica come abitazioni di Dio nello Spirito, li rende regale sacerdozio e popolo santo, ed è vincolo sacramentale di unità fra tutti quelli che lo ricevono. Il Battesimo produce un effetto salvifico permanente e definitivo.

San Paolo attribuiva al Battesimo un valore causativo, ovvero non si limita a indicare il perdono o la conversione ma li realizza realmente per l’azione di Dio. Questo sacramento presenta infatti una duplice somiglianza del catecumeno a Cristo: seguirLo sul Calvario (essere con-sepolti) e risorgere insieme a Lui (camminare in novità di vita) (Rm 6,1-11). È un sacramento per tutti, infatti rivestendosi di Cristo, è abolita ogni condizione di appartenenza (Gal 3,26-28). In sintesi tramite San Paolo il Battesimo diventa un vero e proprio complesso rito iniziatico alla vita cristiana.

A livello storico però il rito non è sempre stato nella forma in cui lo vediamo oggi. Nella Chiesa antica (I-III sec.) la liturgia battesimale non era codificata, ma presentava alcuni elementi essenziali: annuncio della Parola di Dio, Professione di fede e rito battesimale. Tra il III e IV sec. si ha l’età d’oro del catecumenato adulto (periodo di preparazione degli adulti a ricevere il battesimo; esso consisteva in un intenso periodo di formazione e valutazione al fine di essere degni di ricevere il sacramento. Si riceveva il sacramento nella notte di Pasqua insieme, come comunità, con un rito più codificato: apertura dei sensi, benedizione dell’acqua battesimale, unzione di tutto il corpo, rinuncia a satana, lavacro battesimale, unzione della testa, lettura di Gv 13,4-11, lavanda dei piedi, consegna della veste bianca, signazione, eucarestia. Segue un periodo di battesimi di massa, con l’affermazione del pedobattesimo. Nel periodo carolingio vi è un tentativo di recuperare il catecumenato antico, ma abbreviato e senza il rito della confermazione che viene scorporato. Nel periodo della Scolastica (Sec. XIII-XIV) si ha la formalizzazione teorica strutturata del sacramento ad opera di San Tommaso d’Aquino che divide: realtà del segno esteriore (aspersione con acqua e formula pronunciata dal ministro), il suo effetto intermedio (il carattere, ovvero il sigillo e custodia), e la grazia della giustificazione (rigenerazione e illuminazione dello Spirito).

Con il Concilio Vaticano II si ha una nuova definizione più dinamica del battesimo: Per mezzo del Battesimo, essi (gli uomini), ottenuta la remissione di tutti i peccati, liberati dal potere delle tenebre sono trasferiti allo stato di figli adottivi; rinascendo dall’acqua e dallo Spirito Santo diventano nuova creatura: per questo vengono chiamati e sono realmente figli di Dio. Così, incorporati a Cristo, sono costituiti in popolo di Dio.

In sintesi, il Battesimo è immersione definitiva nella vita di Dio: morte e rinascita in Cristo, dono reale di salvezza e di appartenenza. Rigenera nello Spirito, inserisce nella Chiesa e avvia una conversione permanente vissuta come popolo e missione.

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