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L'Angolo

3 mag
Tempo di lettura: 2 min

Dei ricordi e della Pena


Maggio mese del sole, dei fiori e dei risvegli, mese dedicato alla Madonna ma, quest’anno, è un mese direi autunnale per il freddo, le nebbie e le nevicate; così mi tornano in mente le parole di Giovanni Pastorino: «Nel bianco cespuglio chi canta? L’usignolo ingannato dal suo desiderio di primavera egli ha scambiato gli ultimi fiocchi di neve per i fiori di pruno».

Paolo VI indica, maggio, come il mese in cui nei templi, nelle chiese, nelle cappelle più sperdute, fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso, dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera.

Ma è ancora così? Giorni fa, dopo la recita della corona, “in 3” si usciva dalla cappellina e, caso strano, perché oggi tutti han fretta (perché ci sono piatti da lavare, per seguire i TG regionali, per non perdere la puntata che piace alla tivù) ci siamo fermati un momento a ricordare le corone del mese di maggio di quando eravamo bambini o giovani. La campana suonava due volte ed ai secondi rintocchi si entrava in chiesa sudati ed ansanti e cominciava la corona. Poi c’erano le litanie, la benedizione con il Santissimo, un canto alla Madonna. Ancora tutti fuori! I bambini a riprendere i giochi, le donne facevano il giro della chiesa per salutare e pregare per i defunti, i papà si attardavano a parlare del tempo, del bestiame, del lavoro sui cantieri o nei campi, delle novità del paese, dell’Italia e dei problemi del Comune. L’appuntamento era per Tutti e se pur tra sbadigli infantili e distrazioni, davanti alla statua di Maria, ornata di fiori di campo che i bambini raccoglievano durante le ore del pascolo, c’erano le famiglie, c’era la comunità parrocchiale e spesso venivamo chiamati anche dei frati cappuccini a parlare di Colei che è stata la mamma di Gesù. Allora che festa per i piccoli che ricevevano in dono una medaglietta di latta con l’effige della Madonna o un’immaginetta. Mi piace ora terminare con le parole di un vecchio nonno rivolte alcuni anni fa ai giovani figli e nipoti, che già mostravano di amare più il ballo, le passeggiate e la chitarra che il rosario: «Il rosario che definite “ripetitivo, noioso e lungo” è la preghiera dei poveri che con pazienza, fiducia ed amore insistono nel ripetere le parole dell’Angelo a Maria, questo, altro non è che la risposta “sia fatta in me la Tua Volontà”».




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