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La firma dell’8x1000: una “cura”per il patrimonio culturale religioso

2 lug
Tempo di lettura: 4 min

Gressoney-La-Trinité
Gressoney-La-Trinité

In queste settimane, in sede di dichiarazione dei redditi, siamo chiamati a scegliere la destinazione dell’8x1000. Firmare a favore della Chiesa cattolica significa sostenere in modo consapevole importanti progetti pastorali, di fraternità e di carità in Italia e nel mondo. Ma non solo… va infatti ricordato che questo gesto rappresenta anche un aiuto fondamentale per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, artistico e architettonico del nostro Paese. La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) mette infatti a disposizione di tutte le diocesi italiane specifici fondi derivanti dall’8x1000, destinati a interventi di restauro e conservazione degli edifici di culto, chiese, cappelle e santuari e anche delle case canoniche nelle porzioni a uso pastorale. Ogni anno ciascuna diocesi può richiedere contributi fino a un massimo di 490.000 euro per progetti di restauro architettonico, strutturale e per la predisposizione di impianti elettrici e termici, previa autorizzazione degli Ordinari diocesani e delle Soprintendenze competenti. Grazie a questo

Chiesa parrocchiale di Saint-Marcel
Chiesa parrocchiale di Saint-Marcel

contributo, la Diocesi di Aosta riesce a promuovere ogni anno 2/3 interventi di restauro di una certa rilevanza, come il rifacimento delle coperture, il consolidamento dei campanili o il rifacimento di impianti tecnologici.

Se si considera che il costo per il restauro di un tetto di una chiesa di medie dimensioni oggi tende a superare i 250.000 euro, appare evidente come le parrocchie non possano sostenere da sole spese di manutenzione straordinaria così ingenti, eppure necessarie per la conservazione e l’uso degli edifici. È per questo che il contributo derivante dai fondi dell’8x1000 risulta fondamentale.

Allein, chez-Norat
Allein, chez-Norat

In questo contesto, la sinergia tra i finanziamenti della CEI e quelli della Regione Autonoma

Valle d’Aosta (in base alla legge regionale 27/93) si rivela decisiva consentendo di portare avanti e ultimare non solo i grandi cantieri ma anche gli interventi minori o di restauro artistico, ugualmente importanti per la salvaguardia degli edifici religiosi.

Questa collaborazione ha permesso negli anni di promuovere un’efficace opera di valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale, creando anche importanti occasioni di lavoro per le imprese locali e per le professionalità specializzate nel campo del restauro operanti in Valle. Nell’ultimo quinquennio, 2021-2025, grazie ai finanziamenti CEI derivanti dai fondi dell’8x1000, la Diocesi di Aosta ha potuto avviare ben 15 progetti di restauro, alcuni dei quali già ultimati e altri ancora in corso.

A Gressoney-Saint-Jean, il 20 giugno 2026, una bella cerimonia ha segnato la conclusione dei restauri delle cappelle della suggestiva Via Crucis che racchiude il sagrato della chiesa parrocchiale. Una parte del costo di questo intervento è stata sostenuta dai fondi ell’8x1000 così come il rifacimento del tetto della cappella di San Giuseppe, che sorge nel bosco a monte del paese, che è stata oggetto di più campagne di restauro che hanno riguardato anche il risanamento degli intonaci interni ed esterni e il restauro artistico delle decorazioni murali e dei pregevoli arredi lignei interni. Sempre a Gressoney-Saint-Jean partirà a breve un cantiere che prevede la parziale ristrutturazione della casa parrocchiale, i cui costi saranno in parte coperti dai fondi derivanti dall’8x1000.


Morgex, casa canonica
Morgex, casa canonica

Restando nella valle del Lys, a Gressoney-La-Trinité, nel 2025 si è chiuso il cantiere di

restauro della chiesa parrocchiale che ha comportato il rifacimento del tetto e il risanamento

degli intonaci ammalorati dei prospetti. In queste settimane, entro l’estate 2026, verrà inoltre concluso anche l’intervento di restauro dell’attigua casa canonica, che ha riguardato le coperture e le facciate. Tra i cantieri più importanti che si sono conclusi nel 2025 e che hanno usufruito del contributo CEI va annoverato innanzitutto il restauro della torre campanaria sud della Cattedrale di Aosta e del complesso absidale dove è stato possibile recuperare l’antica decorazione muraria a finti conci della parte superiore delle absidi. A breve riprenderà anche il cantiere della torre nord, i cui lavori sono stati temporaneamente sospesi dall’Assessorato regionale competente per salvaguardare il periodo di nidificazione

della colonia di pipistrelli che ogni anno in estate abita il sottotetto della cattedrale.

Rimanendo sempre ad Aosta nella parrocchia della Cattedrale, in queste settimane è in fase

di ultimazione il primo lotto di ristrutturazione dell’Oratorio del Centro "San Filippo Neri” che ha previsto la valorizzazione della cappella e di altri vani nonché il rifacimento dei bagni e dei serramenti di una parte dell’edificio.

Curia vescovile
Curia vescovile

Fervono invece i lavori di rifacimento del grande tetto a quattro falde della Curia vescovile, ovvero la copertura del cosiddetto “Appartement des princes” fatto costruire intorno al 1762 dall’allora vescovo mons. Pierre-Francois-de Sales e che attualmente ospita gli uffici diocesani. Un secondo lotto riguarderà invece la copertura del Palazzo episcopale. In queste settimane si è invece aperto il cantiere di ristrutturazione della cappella di San Bernardo di Chez-Norat nella Parrocchia di Santo Stefano di Allein. La storia del piccolo edificio, posto davanti alle case del villaggio su un crinale molto scosceso, è di grande interesse: esso venne infatti edificato per volere di uno dei più importanti prevosti di origine valdostana dell’Ospizio del Gran San Bernardo, ovvero Antoine Norat, originario del luogo, noto anche per aver fatto ricostruire e decorare la chiesa dell’ospizio così come la vediamo ancora

oggi. Nell’autunno 2026 prenderanno invece avvio il restauro e rifacimento del tetto della casa parrocchiale di Morgex e il restauro del tetto e del campanile della chiesa parrocchiale di Saint-Marcel. In fase di verifica e autorizzazione alla CEI è invece la richiesta di contributo per il restauro e il rifacimento delle coperture della casa parrocchiale di Villeneuve. A partire dal mese di luglio e entro il mese di ottobre 2026 sarà possibile inoltrare le richieste per il 2027.


Roberta Bordon, Direttore Beni Culturali della Diocesi di Aosta

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