8x1000: Sulla Chiesa Cattolica esistono molti pregiudizi. Sfatarli è importante
- 11 giu
- Tempo di lettura: 7 min

I sacerdoti guadagnano molto
Il compenso mensile dei sacerdoti è modesto, e le offerte raccolte durante la messa vi contribuiscono solo in minima parte, perché sono principalmente destinate ad attività parrocchiali e sociali.
Cosa dicono i dati?
In Italia ci sono circa 31 mila sacerdoti che guadagnano mensilmente meno di 1000 € netti per 12 mensilità annue, circa 12000. Per mettere questo in prospettiva, secondo i dati forniti dall’ISTAT nel 2023 il reddito medio annuo delle famiglie italiane è stato di circa 3.125 € al mese pari a 37.511 annui. Per esempio, oltre 10.000 delle 25.500 parrocchie italiane hanno una media di 1.000 abitanti perciò i parroci possono trattenere su massimo 70 euro al mese proveniente dalle offerte. Solo una piccola parte del compenso dei sacerdoti deriva dalle offerte dei fedeli durante la messa. Ogni parroco, infatti, può trattenere circa 7 centesimi al
mese per ogni abitante della sua parrocchia.
I soldi dell’8xmille non vanno a finire alla carità
Gli interventi caritativi sono una delle tre finalità previste dalla legge per la suddivisione dei fondi dell’8xmille. Ogni anno la Chiesa cattolica destina milioni di euro a questi interventi.
Cosa dicono i dati?
Nel 2024 la Chiesa ha reso disponibili quasi 300 milioni di euro per la carità, grazie alle risorse ricevute dallo Stato attraverso l’8xmille. In particolare, sono stati distribuiti oltre 100 milioni per garantire assistenza ogni giorno a famiglie, anziani e persone fragili che faticano ad arrivare a fine mese, pacchi alimentari, farmaci e aiuti concreti. Vengono garantite mense gratuite per le persone più povere e ospitalità per coloro che non hanno una casa. Grazie a oltre 40 milioni di euro dell’8xmille, una delle necessità più urgenti trova risposta concreta: quella della casa. Da un lato, per le persone senza fissa dimora, la Chiesa cattolica mette a disposizione luoghi ospitali in cui poter vivere. Dall’altro sostiene famiglie in difficoltà economica, persone in situazione di povertà e anziani nel pagamento dell’affitto, delle bollette e di altre spese di prima necessità. Denaro che diventa tetto, calore, luce accesa e soprattutto dignità. Circa 27 milioni sono stati impiegati per progetti di assistenza e cura per i più bisognosi, mentre per le persone con disabilità sono stati promossi progetti per il superamento delle barriere fisiche e culturali e per l’inserimento in centri diurni e comunità alloggio. La Chiesa cattolica è poi da sempre attenta all’educazione dei bambini e dei giovani. Con oltre 14 milioni dell’8xmille tutela i minori e favorisce i percorsi formativi di integrazione e inclusione per prevenire l’abbandono scolastico e il disagio giovanile. Negli oratori parrocchiali sono organizzate attività di doposcuola e supporto didattico, centri diurni aggregativi e socioeducativi per minori, laboratori per aiutare i giovani a scoprire e allenare i propri talenti nello sport, nella musica e nell’arte.
Grazie ad oltre 12 milioni la Chiesa cattolica è vicina a chi è senza lavoro aprendo percorsi di
orientamento e nuove possibilità di inserimento lavorativo. Con circa 100 milioni di euro, la
Chiesa cattolica sostiene interventi nei Paesi più poveri, restando accanto alle vittime di conflitti e calamità naturali. Questi fondi garantiscono aiuti umanitari immediati, beni essenziali e farmaci, e sostengono la ricostruzione, aiutando le comunità locali a riavviare le attività produttive e a rimettere in moto l’economia di base. Inoltre, sono stati
realizzati interventi per accogliere e proteggere le donne vittime della tratta e di sfruttamento sessuale, offrire sostegno materiale e spirituale a detenuti ed ex detenuti, e aiutare le vittime del racket e dell’usura con progetti di tutela, consulenza e assistenza pari a 40 milioni. Progetti per favorire i servizi di ascolto diocesano, la formazione e lo sviluppo di comunità parrocchiali e investire sui giovani con percorsi formativi di volontariato ed esperienze di servizio e di vita comunitaria, per renderli protagonisti della Chiesa per un importo complessivo di 16 milioni. Gli interventi caritativi realizzati nelle Diocesi danno risposte immediate e concrete alle tante domande di aiuto che provengono dalle numerose situazioni
di povertà materiali e spirituali. E sono anche esempi di solidarietà che possono contribuire a
educare i membri della comunità cristiana ad amarsi l’un l’altro. Inoltre oltre 80 milioni sono stati destinati ad interventi caritativi nei paesi in via di sviluppo.
Firmare per l’8xmille significa pagare una tassa in più
Firmare per destinare l’8xmille non richiede alcun esborso aggiuntivo: è solo un modo per indirizzare una parte delle imposte già versate, senza costi ulteriori.
Cosa dicono i dati?
Firmare per l’8xmille non comporta alcun costo aggiuntivo. Non si spendono soldi in più, ma si indica come si desidera che venga destinata una piccola parte delle tasse già versate allo Stato. Si tratta di un’opportunità che il contribuente ha per decidere se destinare questa quota allo Stato, alla Chiesa cattolica o alle altre 12 confessioni religiose. Se non esprime una preferenza, la sua quota verrà ripartita proporzionalmente tra le destinazioni scelte da coloro che hanno firmato. Nel 2024, 17,2 milioni di persone pari solo al 40,6% dei contribuenti hanno firmato per destinare l’8xmille. Di questi, 11,3 milioni pari al 66,2% dei firmatari hanno deciso di destinare la quota alla Chiesa cattolica 4,7 milioni di persone pari al 27,7% hanno destinato la quota allo Stato 1,1 milione pari al 6,1% alle altre confessioni religiose.
La Chiesa cattolica è ricca
I luoghi di culto e i beni ecclesiastici sono un patrimonio non solo per le comunità di fedeli, ma per tutta l’Italia.
Cosa dicono i dati?
La Chiesa ha senz’altro bisogno di mezzi economici e materiali, ma questo non significa che sia ricca. Certamente possiede un importante patrimonio artistico, storico e culturale. E tale patrimonio richiede l’utilizzo di molte risorse per interventi di restauro e conservazione di monumenti e opere d’arte, affinché le generazioni future possano continuare a goderne. Inoltre, la Chiesa investe molti soldi, anche dell’8xmille, per costruire nuovi edifici di culto, strutture parrocchiali e oratori, che diventano centrali per lo sviluppo di nuove periferie
urbane.
La Chiesa cattolica non paga le tasse
La Chiesa cattolica paga le tasse sugli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto, mentre gode di esenzioni previste dalla legge, che riguardano anche le altre confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati.
È davvero così?
Nel 2012 l’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) viene sostituita dall’Imposta Municipale
Unica (IMU). Nello stesso anno vengono introdotte delle esenzioni che non riguardano però solo la Chiesa cattolica, bensì tutte le confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati, cioè tutti gli enti che svolgono attività in “modalità non commerciali”. Cosa significa? Che la Chiesa cattolica paga regolarmente le tasse su tutti gli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto. Viceversa, gode di esenzione -al pari delle realtà sopraccitate- sugli immobili che svolgono una funzione di culto o caritativa, come le chiese, gli oratori, le mense per i poveri, i dormitori, le case di accoglienza. Tali edifici non hanno scopo di lucro e svolgono una funzione sociale che beneficia tutta la comunità.
Chi firma il 5xmille non può firmare all’8xmille
Il 5xmille e 8xmille sono due opportunità separate e complementari con destinazioni specifiche. Ogni contribuente può scegliere liberamente, senza che una escluda l’altra e senza alcun costo aggiuntivo.
Cosa dicono i dati?
Nel 2024, su 42,5 milioni di contribuenti in Italia, circa 17,9 milioni hanno destinato il 5xmille a ente organizzazioni pari al 42% del totale e circa 17,2 milioni di contribuenti hanno firmato per l’8xmille pari al 40,6% del totale. Gli enti ammessi alla ripartizione del 5xmille nel 2024 sono stati circa 91 mila in aumento rispetto ai quasi 81.000 del 2023, mentre quattordici sono i soggetti attualmente destinatari dell’8xmille: lo Stato italiano, la Chiesa cattolica, e altre 12 confessioni religiose. Il totale raccolto dal 5xmille è di poco superiore ai 520 milioni mentre la raccolta dell’8xmille ammonta a circa 1,3 miliardi di euro. Firmare per l’8×1000 e il 5×1000 è un’opportunità concreta e responsabile per ogni cittadino. È un piccolo gesto che non costa nulla, ma che può fare la differenza.
Chi firma per destinare il 5xmille può farlo anche per l’8xmille. Le due scelte non sono incompatibili: un contribuente può infatti decidere di destinare il 5xmille a una realtà sociale e l’8xmille alla Chiesa cattolica o allo Stato, in base alle proprie preferenze. Il 5xmille è una quota delle proprie imposte già pagate che viene destinata a scopi sociali, come il sostegno a organizzazioni non profit, enti di ricerca, associazioni culturali e altre realtà impegnate nel volontariato e nel sociale L’8xmille, invece, è una parte delle tasse già versate da tutti i contribuenti che può essere destinata allo Stato, alla Chiesa cattolica o ad altre 12 confessioni religiose.
Chi non presenta la dichiarazione dei redditi non può firmare per l’8xmille
In realtà anche se non si è tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, come nel caso di pensionati o di altre categorie esenti, è comunque possibile esercitare la scelta per la destinazione dell’8xmille.
Cosa dicono i dati?
Molti contribuenti sono erroneamente convinti che la destinazione dell’8xmille sia legata alla necessità di presentare la dichiarazione dei redditi. In realtà, non tutti i contribuenti sono obbligati a compilare e inviare la dichiarazione dei redditi, ma ciò non preclude loro la possibilità di esercitare la scelta riguardo all’8xmille. In Italia circa 9 milioni di contribuenti ricevono la Certificazione Unica (CU) e non hanno altri redditi. Costoro non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi, ma possono comunque esprimere la propria preferenza riguardo all’8xmille. Un altro esempio tipico sono i pensionati che percepiscono esclusivamente la pensione. Secondo i dati dell’INPS, ci sono circa 16 milioni di pensionati in Italia di cui la maggioranza ha la pensione come unico reddito. Pur non dovendo presentare la dichiarazione dei redditi, possono firmare per l’8xmille compilando la scheda allegata alla Certificazione Unica e consegnarla presso gli uffici o gli intermediari abilitati.
Nelle dichiarazioni presentate nel 2024, dei circa 9 milioni di contribuenti che non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi hanno firmato per l’8xmille solo 33 mila contribuenti, pari allo 0,4%.




