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Aostagioca: studiare la storia divertendosi

16 set
Tempo di lettura: 4 min

A cura dell'Associazione Aosta Iacta Est


Vista con gli occhi di un adolescente, la prospettiva di restare chiuso in casa a preparare la prossima interrogazione di storia non è di certo emozionante. Bisognerebbe trovare un modo per mescolare il divertimento con lo studio. Impossibile? Assolutamente no, i giochi in scatola a tema storico sono qui per questo! Tra tutti i giochi di società tematici - ovvero quei giochi che pongono al centro dell’esperienza del giocatore una specifica ambientazione - questa tipologia di gioco è forse quella che meglio riesce a miscelare il divertimento con l’acquisizione di nuove conoscenze.


L’interrogazione verte sulla Preistoria? Nessun problema, si possono ripassare gli usi e i costumi dei cavernicoli con

Stone Age (2-4 giocatori, 60-90 minuti, ed. Giochi Uniti). I giocatori, vestite le pelli di intraprendenti cavernicoli, dovranno badare ad ogni dettaglio per far progredire al meglio il loro villaggio preistorico. Per svilupparlo, essi andranno alla caccia delle migliori materie prime disboscando boschi, cacciando animali o setacciando i fiumi in cerca d’oro. Una volta ottenute, queste preziose risorse si potranno spendere per edificare capanne, sviluppare tecnologie e… riprodursi, incrementando la popolazione. Tutte queste migliorie porteranno con sé dei punti necessari per vincere.


Qualora tempi così remoti non fossero l'argomento del giorno, accelerando bruscamente lungo la linea temporale si potrebbe piombare nell’Europa centrale del IX secolo per assistere all’espansione dell’impero di

Carolus Magnus (2-4 giocatori, 60 minuti, ed. Rio Grande Games).

Ogni giocatore ha l’onore di rappresentare un erede di Carlo Magno, primo Imperatore del Sacro Romano Impero. Il loro compito è quello di erigere castelli che rendano più sicure le distese dell’Impero. L’imperatore visita continuamente le sue terre, e solo e soltanto al suo cospetto è possibile edificare nuove fortezze. Tuttavia, per poter erigere il castello, il giocatore di turno dovrà avere il controllo di quel territorio calcolando il numero di paladini presenti in quel momento sia sul territorio stesso sia nella sua corte. Vince chi per primo, imbastendo una strategia degna di questo nome, riesce a piazzare nel reame tutti i suoi castelli.


Un balzo di V secoli in avanti e uno spostamento di poche migliaia di chilometri più a Sud permetterebbero invece di innamorarsi della Firenze rinascimentale del XV secolo di Lorenzo il Magnifico (2-4 giocatori, 60-120 minuti, ed. Cranio Creations). Lorenzo Medici fu, dopo Cosimo

e Piero, il terzo Signore di Firenze appartenente a questa gloriosa dinastia. A capo di facoltose famiglie i giocatori dovranno eguagliare in termini di prestigio e potenza la casata dei Medici. Per annientare i loro avversari essi dovranno inviare i membri della famiglia in varie zone della città alla ricerca di importanti benefici come risorse o miglioramenti (nuovi territori, l'appoggio di personaggi illustri o nuove tecnologie). Come la Storia insegna, però, i rapporti con la Chiesa e l’ingerenza papale sono problemi che dovranno essere tenuti in considerazione per tutta la partita. Che sia giocato nella versione base o con regole avanzate poco importa: tutto ha una sua logica e ogni mossa deve essere programmata per tempo per poter essere efficace. In più l’aleatorietà introdotta dai dadi rende il gioco imprevedibile e nuovo ad ogni partita. Quando la passione (o l’interrogazione) volge però lo sguardo oltreoceano, come fare? Dal 4 luglio 1776 ad oggi gli eventi accaduti sul suolo a stelle e strisce sono stati innumerevoli. Per fortuna però il mondo dei giochi da tavolo si è evoluto di pari passo e praticamente ogni evento storico americano ha il suo corrispettivo in scatola. Se si volesse ad esempio rivivere la prima spedizione statunitense che raggiunse l’oceano Pacifico via terra bisogna intavolare


Lewis and Clark

(1-5 giocatori, 120 minuti, ed. Asmodée). L’obiettivo dei giocatori al tavolo è lo stesso di Meriwether Lewis e William Clark: addentrarsi nel continente nordamericano con lo scopo di raggiungere per primi il Pacifico. La spedizione sarà inizialmente composta da sei uomini, e durante il viaggio nuovi esploratori o nativi americani potranno aggiungersi alla carovana. Più uomini si aggregheranno al proprio gruppo, più aumenteranno le opzioni di gioco, ma anche le difficoltà nel gestire la propria squadra! Una oculata gestione delle risorse e dei personaggi sarà quindi l’unica chiave di vittoria per arrivare a vedere per primi le acque del più “pacato” tra gli oceani.



Un altro tema ricco di spunti (e di giochi) è la guerra di Secessione Americana che con le sue ricadute ha influenzato la società americana e non solo. Tra queste non si può non citare la fine della schiavitù con il famoso Proclama di Emancipazione di Lincoln. Proprio la figura di questo storico Presidente è al centro di Lincoln

(2 giocatori, 30-90 minuti, ed. Giochix). In questo gioco di carte per due giocatori la mappa di gioco ricrea i luoghi più celebri nei quali si è consumata la Guerra di Secessione. Uno dei giocatori rappresenta le forze confederate (Stati del Sud), l’altro quelle dell’Unione (Stati del Nord). A turno ogni giocatore effettua sempre due azioni prima di passare il turno al suo avversario. I confederati inizialmente partono avvantaggiati e sarebbero in grado di vincere. Tuttavia la loro potenza si esaurisce rapidamente, andando incontro a una guerra di resistenza e logoramento; l'Unione ha invece poche possibilità all'inizio, ma si rafforza sempre di più, alzando anche l'asticella dei propri obiettivi. Così come nella Storia anche in questo gioco ai Confederati basta non perdere per vincere.


Giunti fin qui non si sa se sia meglio perdersi tra le strade di Firenze o se banchettare alla corte di Carlo Magno? Beh, quando l'indecisione regna sovrana, perché decidere? Basta rivivere la storia nella sua totalità grazie a Trough the ages (1-4 giocatori, 180 minuti, ed. Cranio Creations),

colossale gioco di civilizzazione firmato dal geniale Vlaada Chvatil. Ognuno dei giocatori al tavolo si mette a capo di una civiltà, prendendone le redini in un'epoca antica per portarla poi fino a quell’età contemporanea. Turno dopo turno, ognuno sviluppa la propria cultura, le relative tecnologie, le strutture sociali e quelle militari, provando a primeggiare sugli altri. La strategia è profonda e il gioco lungo (terminare una partita in meno di tre ore è un’utopia), ma nonostante questo lo sviluppo solido e molto ricco, capace di appassionare e di mantenere incollati al tavolo i giocatori per così tanto tempo, lo rendono tra i giochi più apprezzati di sempre. Quindi forza, libri in una mano e giochi nell’altra si deve iniziare a studiare. Bisogna fare in fretta, la Professoressa di Storia a breve inizierà a giocare… pardon, interrogare!




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