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I 7 Sacramenti - La Confermazione

19 ago
Tempo di lettura: 5 min

Terzo incontro del ciclo di conferenze tenuto da padre Alberto Vaccaneo O.F.M.Cap ad Ayas.



Il sacramento che affrontiamo dopo uno sguardo generale e il battesimo, è la Cresima o Confermazione, termine che appunto indica una sorta di conferma del Battesimo. È il secondo sacramento che affrontiamo poiché con il Battesimo e l'Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei “sacramenti dell'iniziazione cristiana”, la cui unità deve essere salvaguardata. Questo sacramento ha quindi una funzione necessaria di rafforzatore della grazia ricevuta nel battesimo, essenziale per affrontare la vita da Cristiano, specialmente nelle difficoltà. Infatti, «con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo» (CCC 1285).

Nella Chiesa Orientale, per salvaguardare questa unità ancora oggi, la Cresima è un atto rituale che avviene subito dopo il Battesimo e prima dell’Eucarestia. In Occidente invece dal medioevo in poi, si celebra separatamente sottolineando la testimonianza individuale, come maturità del credente che si realizza nella sua storia effettiva e ne è prolessi piuttosto la prima eucarestia battesimale. La Confermazione porta quindi il cattolico a diventare “soldato di Cristo” nella vita e nel mondo.

Come tutti i sacramenti la Cresima trova il suo fondamento nella tradizione biblica. Nella Sacra Scrittura, sin dall’origine, il gesto per indicare il passaggio dello spirito Santo è l’imposizione delle mani.

Nell’Antico Testamento il segno è l’azione dello Spirito Santo nel mondo, indicando l’economia salvifica del Signore, quindi per effettuare gesta salvifiche o una scelta di un prediletto a Dio, che si viene quindi a trovare in una nuova condizione esistenziale di forza e sapienza divina. Un altro segno insieme all’imposizione delle mani è l’unzione che indica la consacrazione di sacerdoti e re, quindi l’autorizzazione di Dio a compiere un ufficio.

Nel Nuovo Testamento invece è chiaro l’intervento della sovranità dello spirito di Ihwh più volte nella vita di Gesù, ampiamente trattati nei Vangeli, in particolare Luca. Dal discorso programmatico nella sinagoga di Nazaret a quando consegna lo Spirito in croce, lo Spirito informa e opera tutta la missione di Gesù. Anche per gli Apostoli sarà così, ma in modo diverso, infatti la Cresima è un sacramento strano, che conferisce lo Spirito Santo, ineffabile ma che parla attraverso il cresimato. Non agisce quindi di per sé, ma prende la forza da Cristo che lo rende effettivo. Gli Apostoli vengono battezzati con la lavanda dei piedi, ma poi hanno bisogno di ricevere lo Spirito Santo in modo specifico per trarne forza, poterlo Testimoniare e poterlo donare. Forza che dà il potere di amare fino al limite della nostra umanità e che i 12 ricevono come battesimo del fuoco nel cenacolo.

Anche nella Chiesa dei primi cristiani lo Spirito del Risorto agisce nella conversione di Giudei e pagani (azione missionaria dello Spirito), costituisce e consolida la comunità. Faceva parte del rito battesimale dove l’imposizione delle mani segue e completa qualcosa iniziato nel battesimo: si legge infatti che il diacono Filippo battezza, ma poi gli Apostoli devono sopraggiungere a imporre le mani, gesto loro riservato come primi destinatari del dono pasquale/escatologico dello Spirito. Successivamente si fondono gradualmente unzione crismale e segnatura con la croce in un unico gesto cui si aggiunge l’imposizione della mano. Dall’affermazione del pedo battesimo (IV sec.) il rito della confermazione diventa autonomo

Successivamente diverso teologi della chiesa del primo medioevo si sono occupati di cresima. Fausto di Riez sottolinea ad esempio che siamo rigenerati nel battesimo, ma confermati per la lotta nella confermazione, sottolineando il carattere agonico e martiriale dell’essere cristiano. Cirillo di Gerusalemme invece afferma che l’unzione con il myron (crisma) è culmine del rito battesimale per il conferimento dello Spirito Santo. In Giovanni Damasceno ha invece valore principale il gesto della crismazione sull’imposizione della mano.

Nel percorso storico–teologico della riflessione sui sacramenti, la dottrina di San Tommaso d'Aquino rappresenta una sintesi matura della tradizione sulla Confermazione. Inserendosi nella linea che va dalla prassi apostolica alla sistemazione medievale, Tommaso interpreta la Cresima come il sacramento che perfeziona la grazia battesimale mediante il dono dello Spirito Santo promesso da Cristo e compiuto nella Pentecoste. Distingue nella Confermazione la res et sacramentum, cioè il carattere indelebile che configura il cristiano a Cristo e lo abilita alla confessione pubblica della fede. La materia è il crisma; la forma tradizionale esprime il sigillo e il consolidamento del battezzato. La Cresima non aggiunge una grazia diversa dal Battesimo, ma ne costituisce il rinvigorimento, rendendo il fedele spiritualmente adulto e capace di testimonianza.

Nel XVI secolo, in risposta alla Riforma, il Concilio di Trento riaffermò nel Decretum de sacramentis la Confermazione nel settenario sacramentale. Ne proclamò l’istituzione divina, indicò nel crisma il segno proprio, ribadì il carattere indelebile e stabilì come ministro ordinario il vescovo, evidenziando il legame con la successione apostolica. Precisò inoltre che l’età conveniente è quella della ragione. Il cresimato è così presentato come corroborato dallo Spirito per essere testimone e “soldato” di Cristo nella Chiesa e nel mondo.

Il rinnovamento ecclesiologico promosso dal Concilio Vaticano II ha ricollocato la Confermazione nel cuore dell’iniziazione cristiana, in stretta unità con Battesimo ed Eucaristia. La costituzione Lumen Gentium sottolinea che i fedeli, incorporati a Cristo mediante il Battesimo - nel quale ricevono il perdono dei peccati, l’adozione filiale e il carattere che li aggrega alla Chiesa rendendoli partecipi del sacerdozio di Cristo - vengono nella Confermazione arricchiti del dono ineffabile dello Spirito Santo. Questo dono comporta una speciale effusione di forza che li configura più perfettamente alla Chiesa e li obbliga più strettamente a diffondere e difendere la fede con la parola e con l’opera, come autentici testimoni di Cristo. La Confermazione appare così intimamente ordinata all’Eucaristia, culmine dell’iniziazione: i fedeli, già segnati dal Battesimo e dalla Confermazione, sono inseriti pienamente nel Corpo di Cristo mediante la partecipazione al sacrificio eucaristico.

Con la riforma liturgica del Pontificale Romanum, espressione del cosiddetto Novus Ordo, si è voluto rendere più evidente il legame ecclesiale del sacramento: il ministro originario resta il vescovo, segno della successione apostolica, e la celebrazione è ordinariamente collocata all’interno della Santa Messa. Viene ribadita la dimensione ontologica permanente del sacramento, ovvero che il carattere che segna indelebilmente il confermato, e si mette in luce la speciale forza concessa al cristiano come homo viator, chiamato a cooperare con Cristo nella missione salvifica nel mondo. Se il solo Battesimo inserisce realmente nella vita nuova, è con la pienezza del dono dello Spirito nella Confermazione che il vincolo ecclesiale viene consolidato, affinché la presenza misteriosa di Dio nel credente edifichi la Chiesa e renda credibile la testimonianza cristiana nella storia.

In definitiva, la Confermazione emerge, lungo tutto il suo sviluppo biblico e storico, come il sacramento della pienezza dello Spirito: compimento del Battesimo, rafforzamento della grazia e fondamento della missione. Essa radica più profondamente il credente nella Chiesa e lo abilita a vivere con maturità, coraggio e responsabilità la testimonianza cristiana nel mondo, cooperando attivamente all’opera salvifica di Cristo nella storia.

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