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I Sacramenti: uno sguardo generale

27 apr
Tempo di lettura: 5 min

Primo incontro del ciclo di conferenze tenuto da padre Alberto Vaccaneo O.F.M. ad Ayas.



Oggi vediamo spesso che nelle nostre vite i Sacramenti non sono più null’altro che un settenario di tappe, un cursus honorum del buon cattolico, fatto per tradizione. Tutto questo percorso seguito da un tentativo di Catechesi che sempre meno riesce a trasmettere la bellezza e la fondamentalità nelle nostre vite di Cristo, della fede e dei sacramenti. In questo piccolo ciclo di incontri cercheremo di dare nuova luce ai sacramenti e al loro significato, basandoci perlopiù sull’opera “Il contatto che salva” del teologo Pietro Maranesi, che in questo libro offre un’introduzione generale alla teologia sacramentaria.

Nel suo “Testamento” San Francesco spiega che l’incarnazione del Verbo prosegue ancora oggi nell’Eucarestia e, di riflesso nella Chiesa intera, specialmente nei ministri che amministrano i sacramenti. È infatti nota una sua espressione tipica: “Il Signore Dio vivo e vero!”, che ben descrive la concretezza della relazione che l’uomo può instaurare con Dio. Da tale concretezza possiamo prendere le mosse per meglio comprendere i sacramenti e per superare l’ostacolo di una fede vissuta molto spesso in modo cerebrale, con il rischio di creare uno iato tra la fede e la vita, tra la preghiera e l’azione.

La parola Sacramento ha origine dal latino sacramentum ovvero l’atto pubblico che offrivano i romani in determinate occasioni alle divinità. Era quindi un obbligo sacro e vincolante preso davanti alla comunità e agli dei da parte del soggetto operante il sacramentum.

Un’ altro termine di rilievo è Mistero che deriva dal greco mystérion che indicava delle pratiche segrete tra il religioso e il magico. Nella Sacra Scrittura invece il Mistero diventa la rivelazione del piano salvifico di Dio, che si realizza in fatti storici che si compiranno pienamente negli ultimi tempi, rivelazione fatta attraverso Cristo all’intera umanità.

Il legame tra i sacramenti e il mistero di Dio non pare immediato, poiché li abbiamo sempre visti come atti puntuali e blindati dentro una ritualità per curare le anime. In realtà però i sacramenti hanno molto più a che fare con il progetto di Dio per il mondo piuttosto che con l’essere dei farmaci per l’anima.

La definizione classica di Sacramento ci viene fornita dal Catechismo della Chiesa Cattolica: I sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. I riti visibili con i quali i sacramenti sono celebrati significano e realizzano le grazie proprie di ciascun sacramento. Essi portano frutto in coloro che li ricevono con le disposizioni richieste (CCC 1131).

Nella definizione si dice che i sacramenti sono segni, ma oggi si preferisce usare il termine simbolo. I segni sono solamente dei mezzi per trasmettere informazioni, ad esempio se vedo del fumo, ho l’informazione che da dove proviene ci sarà un fuoco.

Il simbolo invece in teologia è un concetto più forte, che deriva da greco symbállō, ovvero un pezzo di coccio spezzato su cui prima veniva redatto e siglato un contratto, in modo che entrambe le parti ne avessero un pezzo da portare come prova per tutelare i propri interessi in caso di futura contesa. Ad esempio se il fidanzato regala alla fidanzata un mazzo di rose non significa solo amore, ma che l’ha pensata, che ci tiene, che è nel suo cuore. Un simbolo ha quindi diversi livelli di significato. Quando il ministro celebra un sacramento manifesta il coinvolgimento pieno e totale di Dio nella vita degli uomini.

Per comprendere meglio questo coinvolgimento ci viene in aiuto la costituzione del Concilio Vaticano II “Gaudium et Spes" (GS 22), in cui si afferma che il primo e più importante sacramento è Cristo stesso, che offre la sua carne al diverso da Dio, per svelarci il mistero della salvezza e darci la possibilità di tornare alla vita piena con Lui. Da tutta l’eternità era nel disegno di Dio di comunicare all’uomo pienamente il suo Amore e farlo partecipe della sua vita. Gesù, attraverso la sua umanità e carne, è il tramite di questa comunicazione e unione tra il Dio Uno e Trino e l’uomo. Cristo è effettivamente l'unico e vero sacramento di salvezza. Fa parte della libertà con cui ci ha creati scegliere di accoglierlo o meno, ma Lui è lì che ci ama infinitamente, sempre pronto a tenderci la mano.

Rispetto che all’Antico Testamento, dove Dio si manifesta prevalentemente attraverso la sua provvidenza nei confronti di un popolo che libera, stabilisce e protegge, nel Nuovo Testamento Dio ci dimostra un amore folle, arrivando fino a sacrificare se stesso, tramite suo Figlio, pur di salvarci, mentre in confronto il nostro desiderio di Lui è debole. Questo Amore arriva al punto di offrirsi anche al “non-Dio”, ovvero l’umanità. Gesù offre la salvezza a tutti indistintamente, sta però a noi accettare questo Amore.

La centralità di Cristo viene affermata chiaramente in un’altra costituzione del Concilio Vaticano II, ovvero la “Lumen gentium” (LG 22), dove è riportato che i sacramenti sono dei gesti ritualizzati che ci riconciliano e reimmettono in modo reale e concreto nel rapporto e progetto di salvezza di Dio. Occorre specificare che l’affermazione riguardo la loro istituzione da parte di Gesù si riferisce al fatto che Egli li abbia ispirati e in qualche modo consegnati ai suoi discepoli. Ad esempio si è fatto battezzare, oppure ha celebrato la Prima Eucarestia, invitando i discepoli a ricordarlo e a vivere appieno il mistero grande della sua partecipazione al progetto del Padre. La comunità dei primi discepoli, ha poi accolto e rivissuto tali gesti come veicolo forte della comunione con Gesù e con la salvezza che aveva operato e attraverso di essi continuava ad operare. Insomma, si tratta di gesti compiuti da Cristo, significativi della sua missione che, rivissuti dalla comunità cristiana, sono assurti a segno forte ed effettivo della presenza e salvezza del Cristo nella storia.

I Sacramenti, come li conosciamo noi oggi, sono frutto di uno sviluppo storico importante. Dopo un’iniziale disuniformità, con il diffondersi del Cattolicesimo si ritenne necessario dare delle linee guida comuni in modo da evitare eresie e incomprensioni. Fu il teologo Pietro Lombardo (XII sec.) che per primo definì i sette sacramenti come li conosciamo oggi: Battesimo, Confermazione, Eucaristia, Riconciliazione, Unzione degli infermi, Ordine sacro e Matrimonio.

Quindi i sacramenti sono stati scelti tra i tanti gesti che ha fatto Gesù come gesti simbolici e significativi, attraverso i quali si manifesta Cristo agli uomini. Tra gli esempi trattati, si è evocato, ad esempio, un gesto fortemente significativo della prossima passione di Gesù, al pari dell’eucarestia, è la lavanda dei piedi, che sebbene mai assurto a dignità di sacramento, potrebbe essere assunto, chissà, come forma del battesimo, specialmente per il battesimo degli adulti.

Quanto detto porta l’attenzione sul ruolo della Chiesa. Come Cristo è il sacramento del Padre così la Chiesa è il sacramento di Cristo, ovvero è il corpo mistico di Gesù, all’interno della quale e tramite il quale Egli si manifesta realmente nel mondo. La Chiesa è quindi l’unico attuale vero tramite del legame tra Dio e gli Uomini come sacramento dell’unione di grazia tra il Signore e il mondo, dove con Grazia si intende il dono totale di Dio e l’amore sconfinato che ha per gli uomini. La Chiesa è quindi la comunità cristiana, a partire dagli apostoli e dai loro successori fino ad arrivare a tutti i discepoli, che si riconosce in questi segni e, a più riprese, li assume come segni per trasmettere Cristo e la Grazia di Dio agli uomini (LG 8, 48).

I sacramenti quindi sono il modo concreto con cui Gesù continua oggi a farsi presente e ad entrare nelle nostre vite. In essi Dio si coinvolge realmente nella storia dell’uomo, offrendo il suo Amore. La Chiesa, corpo di Cristo, è il luogo in cui questo incontro accade e il tramite attraverso cui passa la grazia divina. Ogni Sacramento è nella sua essenza un invito a lasciarsi amare da Dio, ad incontrarlo e a lasciarsi portare nel suo progetto di salvezza.

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