Il Vangelo della Domenica
Amore totalizzante di don Alessandro Valerioti

Io, il Signore, sono un Dio geloso. Anche Dio è geloso perché nessuno più di lui è innamorato dell'uomo. Dio chiede un amore totalizzante che coinvolge il cuore, l'anima e tutte le nostre energie.
Anche Gesù pretende questo amore senza riserve. Egli rivolge una domanda semplice ai suoi discepoli a Cesarea di Filippo: chi sono io per la gente? Alcuni rispondono Giovanni Battista, Elia, Geremia o un altro degli antichi profeti. Gesù è oggetto di stima e di venerazione, ma questo non basta. Tutti i tentativi di risposta sono buoni, ma Gesù è unico, inedito in un certo senso. La seconda domanda che Gesù rivolge è più impegnativa: chi sono io per voi? Simone a nome di tutto il gruppo dei discepoli mostra di aver capito chi è: Tu sei il Cristo, il Messia, sei il compimento delle parole dei profeti, tu sei colui che il nostro popolo sta aspettando. Il rischio però è dare una risposta esatta solo nella forma, ma completamente distorta nel cuore. Simone è convinto che Gesù sia qui per dare inizio al Regno di Dio sulla terra e pensa che questo avverrà mediante un dispiegamento di forze, prodigi e segni che cattureranno l'attenzione di tutti ottenendo un successo strepitoso. Desidera un Messia capace di prendere il potere con la forza e dominare sui regni di questo mondo. Ma non è questo il progetto di Gesù su questa terra. Gesù trasforma il nome di Simone in Pietro, consegnandogli l'edificazione della sua Chiesa, l’affidamento delle chiavi è la possibilità di legare e sciogliere. Non possiamo omettere un particolare: solo Gesù è la roccia solida e inamovibile posta a fondamento della Chiesa. Simone assume un nome nuovo, Pietro, che letteralmente significa pietra da costruzione. La pietra di cui parla Gesù è la fede professata da Simon Pietro. È la fede che costruisce il fondamento della Chiesa, quello che la mantiene unita a Cristo-roccia, che la rende saldamente legata e le permette di non essere mai sopraffatta dalle forze del male. I fedeli che, con Pietro e come Pietro, professano questa fede sono inseriti come pietre vive nell'edificio spirituale della Santa Chiesa. La Chiesa vincerà sempre sulle porte degli inferi se rimarrà sempre salda alla roccia della fede in Gesù. Pietro riceve il potere delle chiavi, un potere conferito e non esclusivamente riservato a Lui perché è stato possibile trasmetterlo alla catena apostolica. I rabbini del tempo di Gesù si consideravano i proprietari delle chiavi della Torah, ma le chiavi appartengono solo a Dio. Gesù toglie le chiavi ai rabbini per riappropriarsi della possibilità di aprire la porta del Regno, le consegna a Pietro dandogli l'incarico di gestire l'accesso alla sua Chiesa. Pietro non è il portinaio del paradiso, né il suo custode e men che meno il suo padrone. A Pietro è chiesto di essere modello del gregge, gli è affidato il compito di spalancare a tutti l'ingresso alla conoscenza di Cristo e del suo Vangelo. Chi passa attraverso la porta aperta da Pietro accede alla salvezza, chi si rifiuta rimane escluso. Pietro riceve il potere di legare e sciogliere come i rabbini del tempo di Gesù, ha il potere di rendere concrete delle scelte morali. Pietro, come vescovo di Roma, presiede alla carità.



