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L'angolo: La Sapienza

29 mar
Tempo di lettura: 2 min

Alcune domeniche fa il Vangelo parlava della sapienza ed in quanti altri passi della Sacra scrittura viene citata questa forza meravigliosa, questo grande dono di Dio. Ed ecco che vien fatto di chiedersi: «Qual è il contrario della sapienza?». Varie le risposte e, tra le altre, non si potrebbe dire che sono tutti gli eccessi? Prendiamo il fuoco. Ed io torno al focolare

della mia vecchia baita dove il fuoco dava luce, dava calore, dava compagnia, allegria,

musica, cuoceva i cibi, scaldava il latte per il formaggio, asciugava i panni.

Ed i piccoli fuochi che accendevamo in autunno mentre si era al pascolo, ed i falò per la festa di San Pietro, ma l'eccesso del fuoco porta pericolo, distruzione e grandi rovine.

Pensiamo all'acqua. Dove non c'è acqua non c'è vita. L'acqua che disseta, che lava, che fa cuocere i cibi, irriga campi e prati, che è fonte di bellezza e di salute, ma se è troppa e senza freno, l'abbiamo visto proprio in questi giorni, tutto travolge, distrugge ed annienta.

Un ricordo per le tante nostre mini baite, oggi cadute ed abbandonate, non avevano forse tutte il loro prezioso, piccolo e curato getto d'acqua?

Siamo in autunno e perché dunque non pensare anche al vino? Usato con parsimonia è salute, è motivo di fraternità e di allegria, è ricostituente. I nostri nonni non davano forse anche ai muli, carichi e stanchi, una pagnotta di pane imbevuta di vino per farli riprendere ed andare? E così si potrebbe continuare per tutte le cose: denaro, moda, ricerca di potere e di gloria, riposo, ecc. Occorre dunque invocare la vera Sapienza per saper dosare, regolare.

Invocarla perché ci porti sempre ad un giusto equilibrio e perché ci siano concessi i doni dell'umiltà, del discernimento e dell'equilibrio.


di Rosa Glarey




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