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Valzolgher: "anche in Valle d'Aosta si può fare innovazione"

2 ott
Tempo di lettura: 4 min

Proponiamo l'intervista, già pubblicata sull'edizione cartacea, a Giulio Valzolgher, Presidente della categoria ICT e Tecnologie Innovative per il periodo 2025-2029 al suo primo incarico in Confindustria Valle d'Aosta.

Giulio Valzolgher
Giulio Valzolgher

Qual è lo stato di salute del comparto ICT?

Guardi, questo è un periodo di grande trasformazione e poterle rispondere che lo stato di salute del comparto è buono, che il settore è vivo e che produce valore è rappresentativo di come la Valle d’Aosta sia capace di evolvere e adattarsi ai cambiamenti. Il Gruppo che rappresento, il Gruppo ICT e nuove tecnologie, è composto da 35 imprese che danno lavoro ad oltre 600 persone e creano quotidianamente nuove competenze avanzate nelle nuove tecnologie, ovvero nello sviluppo software, nella cybersecurity, nel cloud, nelle piattaforme digitali, nelle telecomunicazioni e nelle infrastrutture digitali. Le imprese hanno diverse dimensioni. Abbiamo startup, PMI consolidate. Una delle cose più belle del nostro gruppo, oltre alla sua eterogeneità, è la dimostrazione che si può fare innovazione anche da qui in Valle d’Aosta, che magari a prima vista non sembra, ma è in una posizione strategica data la

vicinanza ai poli industriali di Torino, di Milano ed alla Francia. In Valle d’Aosta, poi, abbiamo due importanti incubatori di startup e poli industriali che sono le Pépinières di Pont Saint Martin e Aosta. Quindi si, lo stato di salute del comparto è buono e sono buone anche le premesse.


Quali sono le principali criticità presenti?

Criticità ne abbiamo diverse, d’altronde quando si fa impresa si devono affrontare quotidianamente. Penso però che la principale, condivisa da tutte le aziende del comparto, sia la difficoltà di reperire personale altamente qualificato in ambiti tecnologici particolarmente avanzati, per esempio lo sviluppo del software, la cybersecurity, l’ingegneria, le competenze per la ricerca e lo sviluppo. Inoltre è sempre più complesso riuscire a trattenere i nostri giovani talenti locali, che data la dimensione del nostro territorio per numeriche sono una grandezza finita e sono facilmente attratti dalle sirene delle multinazionali italiane ed estere che offrono spesso e volentieri modalità di lavoro in remote working, che per natura ha una fortissima attrattiva, ma che non è implementabile in tutti i ruoli ed in tutte le nostre imprese locali. Si tratta di un contesto difficile, di una matassa difficile da svolgere, ma sono convinto che la trasformazione digitale che le nostre imprese

stanno compiendo possa essere la giusta risposta.


Una ricerca di Confartigianato segnala in Valle d’Aosta problemi nel reperire competenze nel settore dell’intelligenza artificiale. Ne abbiamo scritto sul Corriere nelle scorse settimane...

Ha perfettamente ragione. Si tratta di un ambito dove la formazione deve ancora costruire i nuovi talenti, mancano gli specialisti per aiutare le imprese a calare l’intelligenza artificiale nel giusto modo all’interno delle imprese. Oggi abbiamo lo strumento, ma ci mancano le persone in grado di farlo funzionare.


Come Confindustria Valle d’Aosta aiuta le aziende del settore?

Se volessimo provare con un’analogia, Confindustria Valle d’Aosta è un po’ come l’aiuto da casa nei quiz con la differenza che non ci sono limiti e che il supporto che si riceve è sempre centrato ed estremamente competente. Per fare degli esempi pratici, ci supporta ad ottenere accesso a fondi europei e Regionali. Affianca le imprese nella finanza agevolata e nel recepimento degli incentivi all’innovazione che aiutano proprio a colmare quel gap di

cui si parlava prima relativamente all’implementazione dell’intelligenza artificiale. Poi, oltre a questo, si fa portavoce degli interessi delle imprese presso la Regione Autonoma Valle d’Aosta cercando di stimolare politiche pubbliche a favore dell’innovazione, dei bandi e della transizione digitale. Dispone di un’organizzazione che si è affinata in oltre 80 anni di storia, ha almeno 13 sportelli dedicati a temi specifici e soprattutto nel motore di questa macchina

ci sono persone speciali, che si impegnano con vocazione per aiutare e supportare le imprese al massimo.


Un aspetto importante è la legge regionale sull’innovazione. Mi sembra che sia gradita dalle imprese?

Sì, è una legge estremamente valida che dà la possibilità alle imprese di poter innovare sia in processo che in tecnologie con un grosso supporto. Questa è la chiave di volta per riuscire a migliorare la propria competitività.


Ci sono iniziative specifiche messe in atto per il vostro settore?

Sì, viviamo un momento di forti iniziative, mi vengono in mente i PID della Camera di commercio che sono degli strumenti che servono a stimolare l’innovazione all’interno delle imprese e poi ancora il Digital Innovatio Hub di cui Confindustria Valle d’Aosta è cofondatrice

con Confindustria Piemonte e ha al suo interno come referente Alessandro Farano, che

peraltro è uno dei nostri Vice Presidenti. Lo scopo del Digital Innovation Hub è quello

di portare le imprese a raggiungere la maturità digitale e guidarle in questo processo di innovazione. Gli strumenti messi a disposizione sono diversi come, ad esempio, gli assessment digitali, la formazione tecnica, orientamento tecnologico e anche il mentoring

per individuare le figure giuste e andare a calare l’IA e altri strumenti all’interno della propria organizzazione. Tutti questi strumenti messi insieme sono sicuramente una cassetta degli attrezzi estremamente valida per aiutarci a lavorare meglio.

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