De Girolamo (Confindustria): "Presidiamo tutti i tavoli nazionali sull'energia"
Aggiornamento: 7 set

Questa settimana proponiamo l'intervista a Enrico De Girolamo (CVA), delegato della sezione energia di Confindustria Valle d'Aosta.
Può dirci lo stato di salute al comparto in Valle d'Aosta? State vivendo un momento tutt'altro che banale, o no?
Assolutamente sì, perché se da un lato possiamo dire che il comparto vive un momento felice di sviluppo, perché siamo nel pieno della cosiddetta transizione energetica, non possiamo però trascurare gli eventi geopolitici che hanno degli impatti importanti su tutta la filiera della produzione dell'energia e quindi anche della vendita dell'energia agli utenti finali, ma anche tutta una serie di tensioni finanziarie che vanno a toccare gli operatori del settore che agiscono sui mercati dell'energia con attività di copertura che hanno dei riflessi quando ci sono delle variazioni importanti dei prezzi dell'energia di natura finanziaria.
Del resto in Italia si produce energia elettrica anche ricorrendo al gas...
Sì, il mix energetico dell'Italia è quello, più esposto nei confronti del gas che supera abbondantemente il 50% e quindi per il meccanismo del prezzo marginale è il combustibile di riferimento che definisce la maggior parte dei prezzi orari dell'energia elettrica. Questa situazione ha un impatto evidentemente sugli utenti finali, ma, come dicevo, anche su chi opera sui mercati internazionali dell'energia come le più grandi aziende del comparto, anche regionale, quali CVA.
Al di là delle criticità specifiche del momento cosa possiamo aggiungere?
Devo dire che non ci facciamo mancare nulla perché al di là dei problemi contingenti ci sono delle tematiche strutturali che cerchiamo di gestire giorno per giorno e mi riferisco, ritornando al tema della transizione energetica, di tutto il tema del permitting, cioè dei processi autorizzativi per la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili. Si tratta di un problema nazionale, ma anche regionale con delle complessità di natura normativa che si ripercuotono poi sulle tempistiche di autorizzazione degli impianti e, ultimo ma non ultimo, quello della scadenza delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche che è ormai alle porte e, per una regione che vede nell'idroelettrico la più grande fonte di energia di produzione, è un tema critico che stiamo cercando di presidiare su tutti i tavoli.
L'Europa deve fare di più? Sono da rivedere le politiche energetiche?
Devo dire che l'Europa si è posta un po' come antesignana a livello mondiale nelle scelte di sostenibilità e investimento nelle le fonti rinnovabili e quindi, a mio modo di vedere, ben fa a tenere la barra dritta in un momento in cui ci sono delle spinte, soprattutto dal lato occidentale del mondo, a tornare verso le scelte di combustibili fossili. Quello che però è una scelta di campo importante da mantenere, non deve diventare ideologica, quindi non deve sfociare in quello che va a prevaricare sulla (5:17) cosiddetta neutralità tecnologica. Mi riferisco ad esempio alla scelta sulle auto elettriche, sulla mobilità elettrica che è una scelta importante e anche condivisibile. ma forse è stata presa in maniera un po' troppo netta, nel senso che la neutralità tecnologica dovrebbe consentire l'accesso anche ad altre forme di innovazione, che magari non si conoscono ancora adesso e che potrebbero consentire di ottenere il medesimo risultato in termini di sostenibilità senza andare a privilegiare già da subito una tecnologia.
Come Confindustria aiuta le aziende del settore?
Si tratta di un settore importante di cui fanno parte 14 aziende con un totale di oltre di 780 dipendenti. Confindustria al di là di un supporto di natura consulenziale, in questo specifico caso tenta di presidiare tutti i tavoli anche a livello nazionale relativamente alle tematiche dell'energia. L'amministratore delegato della nostra capogruppo che io rappresento all'interno di Confindustria siede come vicepresidente in “Elettricità futura”, l'associazione di categoria di riferimento che fa parte di Confindustria e anche in “Confindustria energia”, quindi Confindustria si fa portavoce a livello regionale e nazionale di tutte le istanze delle aziende del settore e partecipa ai vari tavoli ad esempio quello del PTA, il Piano di tutela delle acque, del PEA, il Piano energia e ambiente della Regione nei momenti in cui vengono redatti. Si tratta di una classica attività di advocacy tipica di Confindustria con un contatto però diretto e vicino alle aziende del territorio.




