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Il Vangelo della Domenica

4 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

La vendemmia di don Alessandro Valerioti


Ancora una volta Gesù ricorre all'immagine della vigna per descrivere l'opera di Dio e la risposta dell’uomo. Un padrone pianta una vigna e dispone tutto il necessario per proteggerla con una siepe; crea le strutture per trasformare l'uva in vino con il frantoio, e la torre per il tinaggio del vino. Cerca operai e affida questa vigna al loro lavoro e poi va per la sua strada. Arriva il tempo della vendemmia; invia quindi i servi a ritirare il raccolto. Gli agricoltori non vogliono consegnare il frutto. Perché accade questo? Alcune ipotesi: non vogliono dare il raccolto per tenerselo; oppure non hanno nulla da presentare Ma succede qualcosa d’imprevisto: alcuni agricoltori iniziano a prendersi gioco degli inviati del padrone con insulti e percosse, fino a provocare la morte di alcuni di loro. Il padrone potrebbe muovere giustizia da subito, ma non si arrende; ama veramente la sua vigna e allora manda altri servi più numerosi, ma anche questi non ottengono la consegna del raccolto. Anzi, ricevono lo stesso trattamento: insulti, percosse e morte. Come ultimo estremo tentativo di riconciliazione, il padrone manda il proprio figlio per ottenere ciò che gli spetta. Il figlio viene ucciso, e ciò che spinge i vignaioli a farlo è ottenere l'eredità, cioè diventare padroni loro stessi della vigna.

La simbologia di questo racconto è profonda, il padrone è Dio stesso che si prodiga con tante cure per il suo popolo. La siepe è la legge di Dio, la Torah che Dio dona per proteggere il suo popolo. I vignaioli sono le guide religiose e politiche. Il frutto che il padrone attende sono le opere dell'amore verso il prossimo e la giustizia. I due gruppi di inviati sono i tentativi di alleanza, prima e dopo Babilonia, per richiamare alla fedeltà del patto originario. Il figlio è Gesù. Il tempo della vendemmia è quello del giudizio, ma non è la resa dei conti. Gesù è stato gettato fuori dalle mura della città per essere giustiziato. Ma Dio, risuscitandolo e glorificandolo, lo ha posto come pietra angolare del nuovo edificio. La logica che Gesù vuole introdurre non è abitata dalla minaccia della distruzione, ma da quella della conversione. La vigna non sarà distrutta, è troppo preziosa; sarà donata ad un altro popolo che la farà fruttificare. Ognuno di noi può essere il vignaiolo dal quale il Signore attende la consegna dei suoi frutti.

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