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Il Vangelo della Settimana

6 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Un giogo di don Alessandro Valerioti



I rabbini al tempo di Gesù erano riusciti a ricavare dallo studio biblico 613 precetti: 365 azioni proibite e 248 azioni positive da compiere. Questo dato numerico ci racconta l’orizzonte su cui s’incardina questa pagina di Vangelo. Gesù considera questo insieme di leggi un giogo opprimente che toglie respiro e slancio nel vivere.

Uno scriba si avvicina a Gesù per tentarlo e chiedergli: “Qual è il più grande comandamento della Legge?”. Per lo scriba tutti e 613 i precetti sono grandi e importanti e devono essere osservati con il massimo impegno e con serietà! Gesù risponde con lo Shemà Israel, la preghiera del popolo ebraico recitata tre volte al giorno: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Le tre facoltà coinvolte sono il cuore, l’anima e la mente. Dio va amato con un cuore indiviso. Avere un cuore non frazionabile vuol dire avere un cuore prima di tutto libero: un cuore che non si fa sedurre dall’idolatria del denaro,

dalla brama dei titoli sociali, degli onori, delle ambizioni, dalle superstizioni. Con tutta l’anima

significa amare con tutta la vita. Al credente è richiesta la capacità di mettere in gioco nel sacrificio i propri interessi, i legami - anche gli affetti - per non venir meno alla propria fede. Amare Dio vuol dire anche fare scelte o rinunce per un bene più alto: la salvezza dell’anima. L’espressione “con tutta la mente” ci ricorda che le emozioni non possono essere l’oggetto di un comandamento.

La nostra intelligenza può essere messa a servizio di ciò che vuole il Signore dalla nostra vita. Le ragioni della nostra fede coinvolgono nel profondo il nostro cuore. Gesù aggiunge però il grande comandamento: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Questa è la grande novità che Gesù ci consegna: amare in modo simile all’amore che Dio riversa in Gesù e quindi verso tutti gli uomini. Questi due insegnamenti possono diventare filtro per valutare tutti i precetti. Tutte le leggi sono buone se sono espressioni di amore.

Questa pagina potrebbe portare con sé il rischio di mettere Dio e il prossimo in competizione, con la possibilità di pensare che essi contendano il cuore dell’uomo. Ce lo ricorda bene san Paolo nella lettera ai Romani: L’amore non fa nessun male al prossimo. Pieno compimento della legge è l’amore. Amare Dio non significa sottrarre qualcosa all’uomo per darlo a Dio, ma piuttosto amare Dio visibile in Gesù Cristo; significa assimilare

i suoi sentimenti nei confronti dell’uomo: amare l’orfano, la vedova e lo straniero come Dio

li ama e li protegge. Facciamoci aiutare in questo dall’esempio dei santi, uomini e donne dediti alla carità di Dio riversata nel cuore dei fratelli.

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