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In edicola il nuovo numero del Corriere della Valle

26 mag
Tempo di lettura: 2 min

È in edicola il nuovo numero del Corriere della Valle, il n. 22 di giovedì 28 maggio 2026, con una prima pagina costruita attorno a una domanda decisiva per il nostro tempo: che cosa significa restare umani nell’epoca dell’intelligenza artificiale, delle guerre tecnologiche, delle solitudini e delle nuove disuguaglianze?

Il cuore del giornale è dedicato alla nuova enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, presentata come un grande appello alla responsabilità. Nei servizi delle prime pagine, firmati tra gli altri da Luca Peyron, M. Michela Nicolais e Riccardo Benotti, il documento pontificio viene letto come un invito a rimettere al centro la persona, la dignità, la libertà e il bene comune. Non un testo contro la tecnologia, ma una riflessione forte sulla necessità di “disarmare” l’intelligenza artificiale quando diventa strumento di dominio, esclusione o guerra, e di orientarla invece alla costruzione di una società più giusta e fraterna. L’editoriale, “Un’Enciclica nata dall’ascolto, disarmare e costruire”, accompagna il lettore dentro questa prospettiva, collegando la nuova stagione del Magistero sociale della Chiesa alle grandi trasformazioni del presente.

Il numero guarda però anche con attenzione alla Valle d’Aosta e ai temi concreti che toccano la vita quotidiana dei cittadini. A pagina 6 Genny Perron affronta il caso delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes, lungo la direttrice del Gran San Bernardo. Dall’11 giugno e per circa un anno la chiusura per lavori di adeguamento e messa in sicurezza cambierà profondamente la viabilità tra Aosta e la vallata, con ricadute sul traffico urbano, sui collegamenti, sul trasporto pesante e sulle attività economiche. Il servizio ricostruisce anche il confronto politico aperto in Consiglio Valle e le richieste delle opposizioni.

Spazio poi alla Festa della Repubblica, con la consegna delle onorificenze ai nuovi Ufficiali e Cavalieri. Il giornale racconta i profili di chi si è distinto nel servizio alla comunità, nel lavoro, nella sanità, nella protezione civile, nelle istituzioni e nel volontariato: storie personali che diventano patrimonio collettivo.

A pagina 11 attenzione all’economia con il bilancio della BCC Valdostana, che chiude il 2025 con un utile netto di 13,7 milioni di euro. Un risultato che conferma la solidità dell’istituto e il suo radicamento sul territorio, con uno sguardo rivolto alle famiglie, alle piccole e medie imprese e ai giovani.

Non manca la cultura popolare, con il 52° Raduno delle bande musicali valdostane a Fénis, dal 31 maggio al 6 giugno, in coincidenza con il centenario della Filarmonica del paese. Un appuntamento che unisce musica, memoria, comunità e nuove generazioni.

Nelle pagine ecclesiali, infine, il racconto della Veglia di Pentecoste, organizzata dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali. “Vogliamo essere in questo mondo l’anti-Babele” è il messaggio che attraversa la celebrazione e che richiama la Chiesa alla sua vocazione di comunione, pace e testimonianza.

Un numero ricco, dunque, che tiene insieme Chiesa universale, attualità valdostana, economia, cultura e comunità locali. Un giornale che invita a leggere il presente senza paura, ma con lucidità, responsabilità e speranza.

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