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Sentieri di speranza

4 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Riscoprire il Paradiso meta che accende la vita di don NIcola Corigliano (In collaborazione con Saint-Martin News)


I Novissimi: realtà che i nostri genitori conoscevano bene, perché molta della predicazione di un tempo era basata proprio su di essi. “Novissimo” viene dal latino novus, che vuol dire sia nuovo sia definitivo. Quindi i Novissimi sono le realtà definitive. In quanto tali, si parla appunto di realtà definitive come la morte, il Giudizio, l’Inferno e il Paradiso. Del Purgatorio non si parla come Novissimo, poiché è una realtà transitoria.

La Festa dei Santi ci invita a riscoprire la dimensione del Paradiso non solo come meta del nostro cammino, come destinazione per una vita spesa bene, ma anche come nostra chiamata a vivere l’amore. Il Paradiso che cos’è? È essere con Cristo, essere con i nostri cari. In definitiva, i santi e i beati sono coloro che ci precedono e sono attestati come presenti in Paradiso.

Non solo ci precedono, ma ci accompagnano, suscitando in noi quella magnetizzazione che ci permette di desiderare il Paradiso.

Che cosa strana: quando si parla dell’Inferno, le persone non si annoiano; sono tutte protese in avanti ad ascoltare quello che l’interlocutore sta dicendo. Se, invece, si parla del Paradiso, inevitabilmente si vede qualcuno che inizia a sbadigliare. Vedete come siamo fatti, come dentro di noi c’è una tendenza naturale verso ciò che non è bene. Perché pensiamo al Paradiso come a una realtà noiosa, mentre in realtà non lo è? C’era addirittura qualcuno che diceva: «Il Paradiso lo preferisco per il clima, l’Inferno per la compagnia»; questo è proprio non capire molto.

Le letture di questa Festa dei Santi ci dicono chi sono i beati. Il termine italiano beato, che in greco si traduce con makarioi, indica una persona colmata di grazia, benedetta, ed è tradotto a volte da noi come felice. In realtà, nell’originale ebraico, ashrei (ašrej) vuol dire “avanti”: coloro che stanno perseguendo una meta, coloro che vanno avanti. Quindi le Beatitudini sono quell’ottuplice cammino che ci permette di andare avanti. I beati sono quelli che sono avanti in questo cammino e che sono andati avanti. Le Beatitudini di per sé rappresentano l’identikit di Cristo e soprattutto di Cristo nella sua Passione. Ognuno di noi può trovare in sé, o negli altri, tratti di somiglianza con Cristo e tratti di non somiglianza con

Cristo. Siamo chiamati, dunque, ad ampliare la nostra somiglianza e a diminuire il nostro grado di difformità.

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