Tornano a crescere i nati in Valle d'Aosta
di Edda Crosa

Nel 2025 i nati in Valle sono tornati a crescere (677), 38 bambini in più rispetto al 2024 che aveva fatto registrare il record negativo di 639 nascite. In Italia continuano invece a diminuire le nascite pari a 355.772, da genitori sia italiani sia stranieri, sei ogni mille abitanti (- 3,8% rispetto al 2024). Dal 2009, anno nel quale si è registrato il numero massimo dei nati vivi pari a 1308, il calo complessivo è stato del 48,24%, una riduzione di 631 unità. Negli ultimi anni la diminuzione delle nascite è stata in parte determinata dalla riduzione del numero dei potenziali genitori, dovuta alla diminuzione della popolazione valdostana di cittadinanza italiana e straniera. Il tasso di fecondità delle donne valdostane rimane su livelli molto bassi, il numero medio di figli per donna passa da 1,05 a 1,11, dato inferiore alla media nazionale di 1,14. La media dei figli per donna in Valle è maggiore per le donne straniere pari a 1,75, mentre per le donne italiane è pari a 1,05 figli. La provincia autonoma di Bolzano/ Bozen conserva invece il primato della fecondità più elevata, pari a 1,54, in aumento rispetto al
2024 (1,51). La tendenza ad avere meno figli rispetto al dato nazionale è storica, per trovare un numero doppio dobbiamo arrivare al 1974 quando la Valle ha fatto registrare 2,03 figli per donna, dato però sempre inferiore alla media nazionale che era di 2,33. Il record positivo è stato raggiunto nel 1964 con 2,30 figli per donna (2,70 media Italia), mentre il minimo negativo risale al 1993 quando la Valle ha registrato 1,01 figli per donna e la fecondità tra le donne laureate è più bassa. Continua a salire l’età media del primo parto che nel 2025 è stata di 32,3 anni, 32,8 per le donne italiane e 29,3 per quelle straniere, vent’anni fa la media era 30 anni (media nazionale 29,80 anni). A livello nazionale la fascia di età nella quale si concentra oltre il 65% delle nascite è tra i 30 e i 40 anni. La tendenza ad avere meno figli è dovuta a molteplici fattori che di fatto impediscono ai giovani di farsi una famiglia.
Da una parte c’è l’allungamento dei percorsi di istruzione, dall’altra ci sono le condizioni di precarietà del lavoro della popolazione giovanile, e la difficoltà di accesso a impieghi stabili porta al rinvio della nascita di figli. Anche se negli ultimi due anni si è registrata una crescita dell’occupazione, parallelamente non si è registrato un aumento dei redditi reali. I nuovi posti di lavoro poi si concentrano in prevalenza in settori a bassa qualità, servizi, turismo e commercio, dove si registrano molti contratti a termine, atipici e con bassi salari. Altri fattori che incidono sulla bassa genitorialità sono la difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni a prezzi accessibili e la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro per il numero insufficiente di servizi a sostegno delle famiglie, vedi asili nido. Amélie e Leonardo sono i nomi preferiti dai genitori valdostani per i figli, Leonardo e Sofia in Italia.




